Il 4 luglio durante l’udienza del processo al Danilo Speranza, Il Tribunale ascoltati i testi, li ha licenziati in un massimo di 10 minuti per ognuno. I testi hanno semplicemente confermato quanto già detto in denuncia.
La nuova udienza del processo è stata fissata per il 17 Settembre 2012. Per quella data è prevista la disamina dell’imputato. Il Presidente duramente ha avvertito gli Avvocati difensori che se non dovesse presentarsi nemmeno per quel giorno sarà fatto accompagnare dalla Forza Pubblica. L’atteggiamento di completa assenza dell’imputato infatti ha fortemente contrariato i giudici.
Su questo caso ricevo e pubblico alcune riflessioni di Luigi Baldassarri, persona informata sui fatti, in quanto consulente dello Speranza già dal 1992.
Metodologia hyst – Tecnologia della Disaggregazione a secco – Danilo Speranza
Giornalisti veri esistono, fedeli alla loro professione, informano, dopo essersi documentati sull’argomento da pubblicare. La loro utilità pubblica è qualcosa che va al di sopra della notorietà, del guadagno e di quant’altro un professionista possa pretendere dal proprio lavoro. È un lavoro nobile ed è soltanto da lodare.
Ma vi siete mai chiesti, popolo di lettori, chi c’è dietro questi ardimentosi giornalisti che si firmano senza pseudonimi, con il loro rispettabile nome e cognome, senza tema di smentita; chi sono coloro che fanno la ricerca vera e propria, chi fornisce documentazioni riscontrabili e provate per non incorrere in denunce di falso ideologico, come ci è capitato di leggere ultimamente, al contrario di altri che, benché avvertiti, non pubblicano rettifiche di alcun genere, né approfondiscono l’indagine giornalistica: beh in quel caso non parliamo di giornalisti, ma di giornalai, che pubblicano ciò che qualcuno gli ha proposto di vendere e porgono lo scritto senza curarsi della veridicità del contenuto.
Oggi ci troviamo a leggere un altro articolo su Danilo Speranza, abbiamo già letto dello stesso autore, Cinzia Inguanta, e sullo stesso personaggio:”Hyst all’Università della Tuscia” 24/05/2012; “Cosa c’entra La Hyst al salone del libro di Torino” 12/05/2012: altro articolo “Hyst, la fine delle illusioni” 01/05/2012.
L’ultimo articolo citato è quello che ha lanciato la giornalista e l’ha appassionata all’argomento di come un piccolo e rozzo uomo abbia potuto, con solo il proprio indiscusso “carisma” potuto coinvolgere tante persone in uno scandalo tanto grande, che coinvolgerà anche importanti Istituzioni Nazionali se non si metterà fine al suo spaziare tra religione Zen, fornicazioni ripetute anche con minori (per le quali è tuttora sottoposto a processo) ricerca sull’alimentazione e nella proposta di voler convincere che “LUI” auto-nominatosi “Settimo saggio” potrà risolvere la “fame del mondo”: ma quando mai, è tutta una finta per arricchimento personale, senza tema di smentita. E va avanti da dieci anni! (Soltanto per quello che riguarda questo argomento).
I suoi seguaci ancora pagano le spese. Chi sarà quel Magistrato convinto che è ora di farla finita con questo energumeno che, per sua stessa ammissione (abbiamo registrazioni di sue aperte confessioni) dice che lo scienziato Manola è una sua invenzione, e che ha fatto ciò che lui gli ha detto di fare, e basta?
I ricercatori, suoi fedeli, non si devono preoccupare se la macchina funziona o no, loro devono solo ubbidire a lui, il maestro, e basta, ai soldi non devono mai più pensare, sono stati spesi per attività migliori, per esempio acquisto di francobolli, motociclette d’epoca. In Africa i bambini muoiono ancora? Che ve frega? Il loro Karma è questo, dovete ascoltare solo me. Queste sono le raccomandazione del “maestro” dette e raccolte in un CD dove si trovano frasi tratte da 9 lezioni tenute tra la fine del 2008 e Settembre 2009, 93 files estrapolati che rendono l’idea del pericoloso delirio di onnipotenza del “Guru”, quando stava per iniziare la fine del suo improbabile regno.
Ma quando ci sarà un Magistrato disponibile per ascoltarle queste registrazioni, per capirle? E prendere provvedimenti? Provvedimenti atti a togliere dalla circolazione il male che si aggira tra noi, (forse un termine ottocentesco) il quale possiede un nome e cognome ed è appunto Danilo Speranza, detto “il Guru di San Lorenzo, il “Settimo Saggio”, “il Maestro”. Antecedentemente a questa “santa vita” il suo soprannome è stato “il Gatto del Tufello” che è un quartiere popolare di Roma dove in gioventù, come detto e confessato da lui stesso più volte nel corso degli anni, faceva il ladruncolo. Cioè prima di avere l’illuminazione divina che, a suo dire, a 18 anni lo rese “Saggio”.
Tutto quanto sopra detto è provato da registrazioni spontanee, eseguite durante le interminabili lezioni sui vari argomenti trattati negli anni.
Vogliamo finalmente dare una spinta magistrale al poco veloce dinamismo della Magistratura la quale, con i propri lunghi tempi, lascia un individuo, della pericolosità sociale di Danilo Speranza, dato il suo diabolico “carisma”, proseguire imperterrito nella sua attività chiaramente dannosa per persone semplici di cuore, ingenue e alla ricerca di una luce al di fuori di loro stessi.
Luigi Baldassarri

























Non ho fatto altro che cercare “lavaggio del cervello” su wikipedia, e ho postato qui in modo da far capire a piu’ persone possibili che Speranza, come tanti altri, ha usato un metodo scientifico e provato per fare i danni che ha causato a centinaia di persone.
Speranza parlava sempre contro il governo cinese che, ironicamente, era il suo principale insegnante.
grazie Cinzia..per il tuo coraggio..nel continuare a sostenere questa battaglia…abbiamo contattato molti giornalisti di varie testate..ma a quanto pare sei l’unica che non ha paura di esporsi…grazie anche a Luigi..che con i suoi illuminanti scritti..ci tiene costantemente aggiornati
Laura grazie per il suo contributo, che rafforza ulteriormente quello che voglio evidenziare con i miei post. E cioè voglio evidenziare la pericolosità sociale di individui come Danilo Speranza, che si chiamino Ron Hubbard, Mamma Ebe, Wanna Marchi, ha poca importanza, quello che conta e che vengano messi nella condizione di non nuocere ulteriormente.
Scusate ma ripeto
Speranza non ha fatto altro che copiare Scientology, meno qualcosa di ridicola. Al suo posto ha fatto uso del Buddhismo.
aggiungo
Il modello del controllo del pensiero è il secondo contributo che ha maggiormente contribuito alla notorietà di Robert Jay Lifton dopo I suoi studi sulla guerra e sui sopravvissuti alle atrocità.
Il modello nasce da una serie di 40 interviste che Lifton condusse ad Hong Kong su militari americani fatti prigionieri durante la Guerra di Corea, come parte della loro valutazione psichiatrica. I risultati del suo studio furono pubblicati nel 1961 nel libro Riforma del Pensiero e Psicologia del Totalismo in Cina (Thought Reform and the Psychology of Totalism: A Study of “Brainwashing” in China). Il libro è uno studio su tecniche di coercizione cui Lifton si riferisce con il nome di riforma del pensiero, adottando il termine usato dai cinesi, anziché come “lavaggio del cervello”. La “riforma del pensiero” viene inquadrata come una tecnica più sottile del “lavaggio del cervello”, perché il nemico è invisibile, ignoto.
Lifton descrisse il processo di “riforma del pensiero” come un insieme di metodi che possono essere usati per cambiare gli atteggiamenti mentali delle persone senza il loro consenso. La riforma del pensiero si fonda sulla combinazione di una coercizione proveniente dall’esterno, ed un’esortazione interiore che sfrutti i sensi di colpa e di vergogna, rinforzata dalla speranza in una guarigione terapeutica dell’ostaggio-malato.
Lifton suddivise il processo di riforma del pensiero in otto fasi, che possono svolgersi contemporaneamente o in sequenza:
Controllo dell’ambiente e della comunicazione. Include il controllo delle informazioni che giungono al soggetto, e delle sue comunicazioni con l’ambiente esterno.
Manipolazione mistica. Si riferisce alla manipolazione di esperienze che sembrano essere spontanee, ma che in realtà sono state pianificate, orchestrate e dirette dai manipolatori.
Richiesta di purezza. I manipolatori forniscono una visione manichea della realtà, un’opposizione tra bianco e nero senza messe misure. L’ideologia, la fede o le credenze del gruppo, sono rappresentate come l’unica fonte di purezza. I membri sono costantemente esortati a conformarvisi, e combattere per il raggiungimento della perfezione. L’ambiente esterno è considerato come impuro.
Confessione. I peccati quali sono definiti dal gruppo sono confessati ad un mentore oppure in pubblico, al resto dei membri del gruppo.
Scienza sacra. L’ideologia, la fede o le credenze del gruppo sono considerate la Verità Ultima, qualcosa da accettare acriticamente ed in toto. L’esternazione di dubbi è vista come una mancanza di purezza.
Linguaggio caricato. Il gruppo interpreta espressioni o parole comuni in modi nuovi, elaborando un proprio gergo che non può essere compreso da quanti non ne fanno parte.
La dottrina prevale sull’individuo. Le esperienze personali sono subordinate alla scienza “sacra” del gruppo. Ogni esperienza che non si conforma a tale “scienza” deve essere rinnegata, oppure reinterpretata in modo da conformarsi alle credenze del gruppo.
Dispensazione dell’esistenza. Il gruppo godde della prerogativa di decidere chi gode del diritto all’esistenza. Inoltre, è in grado di influenzare l’esistenza dei suoi membri mediante il controllo delle loro finanze, del cibo che ricevono, delle pubblicazioni e dei mass media cui hanno accesso ecc.[2][3]
Contrariamente alle vedute popolari sul “lavaggio del cervello”, Lifton ha dimostrato che gli effetti della coercizione sono temporanei, ed anche se in grado di indurre una nevrosi, in genere reversibili. Storicamente, la tecnica è stata usata dai Cinesi per porre rimedio alle deviazioni ideologiche, trovando in seguito la sua applicazione anche sui prigionieri di guerra americani. In tempi più recenti, essa può essere impiegata da nuovi movimenti religiosi aventi carattere settario. Gli autori di quest’applicazione del modello di Lifton sono gli psicologi Margaret Singer e Steven Hassan. Singer è autrice del libro Le Sette tra Noi (Cults in our Midst), mentre Hassan è autore di Mentalmente Liberi (Combating Cult Mind Control).
BUONA LETTURA A TUTTI
Vorrei rispondere a Laura in maniera molto meno “dotta” della sua. Sono un economista, non uno psicologo, il reale per me è vita, il pensiero deve essere unico e lineare, senza tentennamenti o deviazioni, se non fosse così non sarei me stesso.
Contrariamente alle tue osservazioni, io non penso che Speranza abbia usato Scientology e basta, inserendo il Buddismo fine a se stesso, ma si è servito un po di tutti facendo un “pourpouri”di esperienze inventate, ha fatto un copia-incolla ed ha usato tutto come esempio, come lezioni, come sue esperienze, tutto è “buono per lui” ciò che credeva potesse servire allo scopo finale per suoi intenti.
Che sono sempre gli stessi: denaro, soltanto vile ma utile denaro, cinismo, soltanto cinismo, il suo pensiero è sempre stato: qualsiasi affare è possibile e io lo accetto, tanto se va male i soldi li hanno messi gli altri, se va bene il lungimirante sono stato io, e il “maestro” cade sempre in piedi, come “ercolino” lo ricordate ? Era quel pupazzetto che cadeva sempre in piedi.
Come vedi il soggetto in causa è molto più prosaico di quanto si possa immaginare.
Non c’è religione in lui, niente spirito, solo materialismo di bassa specie, cancellando dal suo “io” la deontologia, la professionalità, l’onestà e l’onore.
E’ stato e rimane una macchina per far soldi, usando come carburante gli umani, che contano per lui come la carbonella per fare “straccetti alla brace”, niente di più.
Scusami Laura, sono passato dal pensiero all’azione, ma io sono così, realista, sento le persone in maniera animalesca, le devo toccare, annusare, guardarele profondamente negli occhi, stringergli la mano, a quel punto l’intensita della stretta, lo sguardo deciso mi da la misura di chi è il mio interlocutore.
A quel punto mi rimangono due cose da fare: rimanere o fuggire.
Qualche volta rimango perchè sono curioso di vedere come va a finire. Come nel caso di Danilo Speranza. Il dubbio che mi sorge è il seguente:
“non sarebbe stato meglio se fossi fuggito”?