Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.veronainblog.it/home/wp/wp-content/plugins/facebook-import-comments/classes/FacebookCommentImporter.php on line 185
veronainblog

Il decreto legge n. 59/2012 sulla riforma della Protezione Civile (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale alla vigilia del terremoto in Emilia-Romagna) prevede un sistema di coperture assicurative contro le catastrofi naturali per le abitazioni private. Il decreto recita: “per garantire adeguati, tempestivi ed uniformi livelli di soddisfacimento delle esigenze di riparazione e ricostruzione dei beni immobili privati, possono essere estese ai rischi derivanti da calamità naturali tutte le polizze assicurative contro qualsiasi tipo di danno a fabbricati di proprietà di privati”. I cittadini di fatto vengono quindi abbandonati dallo Stato che non risarcirà più i danni ai beni danneggiati dei cittadini, ma lascia a loro la facoltà di assicurarsi con coperture private.
La cosa che fa ancora più discutere dal punto di vista assicurativo è che lo Stato di fatto “obbliga” coloro che vogliono tutelare i propri bene a stipulare una polizza assicurativa a proprie spese, ma allo stesso tempo non impone alcun obbligo alle imprese assicurative nel predisporre prodotti appositi o nell’evitare discriminazioni geografiche. Il fatto  ha suscitato molte discussioni, per alcuni è un modo per lo stato di limitare il risarcimento dei danni, per altri una utile responsabilizzazione dei cittadini. E in un paese dove la cultura della prevenzione è scarsa,  assicurarsi contro i disastri diventa molto difficile. Ne sanno qualcosa gli alluvionati del Veneto del novembre 2010, che hanno provato in tutti i modi ad assicurarsi. La Regione aveva anche istituito apposito commissario per valutare la possibilità di una convenzione con compagnie assicurative da avviare entro luglio 2011. La situazione a giugno del 2012 ce l’ha raccontata il portavoce degli alluvionati veneti Alberto Danieli: “Le assicurazioni private non sono disponibili ad assicurare se non un esiguo numero di cittadini perché per le compagnie si va a creare una concentrazione di rischio nel momento in cui 50 o 100 famiglie di uno stesso comune si assicurassero”. Insomma le compagnie assicurative private, non assicurano, perché c’è il rischio concreto che si possa verificare nuovamente un’alluvione. Danieli prosegue spiegando che “ La zona è innegabilmente a rischio, perché i lavori fino adesso non sono stati fatti, ci sono solo i progetti per la riduzione del rischio. Se si ripetessero le stesse condizioni, noi andiamo di nuovo sott’acqua e questo è un dato di fatto che le assicurazioni non possono non considerare”.
Insomma oltre al danno la beffa!

Cinzia Inguanta

Prova a leggere anche:

1 Comment for this entry

  • Giorgio scrive:

    Correva, anzi si trascinava, il 1969 e con la mia prima automobile ho incontrato anche l’assicurazione. Un collega che la sapeva lunga mi spiegò cosa sono: società che fanno pagare il più possibile e cercano di pagare il meno possibile.
    Qualche anno dopo (1980 circa) occupandomi di assicurazione crediti chiesi ad un altro collega (bancario, della “in nero-operosa” Bussolengo) come mai vendesse così poche polizze: mi rispose “se potessi non farei neanche quella sulla mia macchina”.
    Continuiamo così, facciamoci del male…..

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Login with Facebook: