Mai provato a viaggiare con l’autobus nel dì di festa? O magari di notte? Certo, è possibile, organizzandosi bene e sopportando qualche scomodità. Anzitutto occorre conoscere nel dettaglio orari e coincidenze, ché sempre dispiace arrivare alla fermata per scoprire che “è appena passato”, e magari il prossimo è tra un’ora (cosa ancor più grave se si tratta di coincidenza e magari si ha il biglietto in scadenza). Altro disagio da mettere in preventivo è la struttura della rete, con linee lunghissime e poco capillari, spesso difficili da combinare per raggiungere la propria destinazione in tempi accettabili.
L’azienda, nel pubblicare l’orario “estivo-festivo“, non ha sbandierato grandi comunicati ad effetto. Si sa, parlare di tagli e di aumenti non è vincente. In homepage sul sito ATV, solo un banner e un testo stringato rimandano, senza commenti, agli orari estivi consultabili online o scaricabili in pdf. In compenso si è invitati a “scoprire novità e vantaggi del sistema delle tariffe urbane ed extraurbane integrate”. Suona un po’ una presa in giro…
Per trovare qualche dichiarazione esplicita sul pesante ridimensionamento bisogna scavare nella sezione “news” e scaricare il magazine istituzionale, nel quale si può leggere quanto segue:
La necessità di ridimensionare il servizio per fronteggiare i tagli delle risorse regionali ha portato alla decisione di riconfigurare orari e linee durante i mesi estivi. Il servizio urbano feriale sarà quindi strutturato sulla base della tradizionale rete festiva, opportunamente potenziata nei percorsi e negli orari per offrire un livello di servizio adeguato alla richiesta di trasporto di questo periodo.
Per mestiere sono abituato a litigare con misurazioni prestazionali e SLA (accordi sui livelli di servizio); sarei proprio curioso di conoscere i criteri che misurano questo parametro di adeguatezza sulla quale i numerosi cittadini in attesa alle fermate e stipati sui mezzi avrebbero molto da ridire. Se l’obiettivo è quello di disincentivare l’utilizzo del mezzo pubblico, possiamo dire di essere sulla buona strada. Come sarà possibile, infatti, stanti le attuali condizioni, innescare quel necessario circolo virtuoso che dovrebbe consentire, a livello cittadino, provinciale e -su scala più vasta- regionale, di spostare quelle famose quote di passeggeri dall’auto privata ad altri più sostenibili mezzi di trasporto (obiettivo perseguito in qualsiasi altro paese civile)?
Di tutto quanto si è letto oggi sui giornali, un’affermazione mi pare da evidenziare: se i nostri politici e amministratori si spostassero utilizzando il mezzo pubblico (come sembravano voler promettere in occasione della campagna di lancio della MoVer, anni fa) al trasporto pubblico sarebbero riservate ben altre attenzioni. La considerazione degli utenti come paria, poveri derelitti ai margini della società (che avrebbero comunque diritto a considerazione), porta a pianificare simili scellerati provvedimenti, in contrasto con tutte le regole del buonsenso.
Il popolo, che si è appena scelto i suoi amministratori, oggi è arrabbiatissimo con loro. Concordo, non ci sono scuse. E’ ora di finirla di invocare responsabilità altre, bisogna cominciare a pianificare una città davvero moderna. Approfittino lorsignori delle vacanze per qualche viaggio studio nelle grandi capitali (ma anche nelle città minori). Si accorgeranno della distanza che ci separa e che stanno contribuendo ad aumentare con la loro cecità.























Grazie per l’articolo, come potete vedere da questa pagina, sono molti i disagi https://www.facebook.com/AtvVeronaVergogna
sarà una casuale congiunzione astrale, ma a me è andata bene… il 93 in via Da Vico non solo ha mantenuto la cadenza di 15′ del 31, ma poi mi porta fino a ponte aleardi in ufficio, senza cambiare!! peccato venga addirittura da Negrar (una corsa sì e una no) e arrivi pienissimo e in ritardo pesante (8′!!). Comunque è verissimo che nel complesso il taglio si avverte, e pure il disservizio. Per non parlare di chi sale dalle uscite e/o non paga il biglietto. Sono tantissimi, e sarebbe bastato fare come a Londra: obliteratrice davanti, sul cruscotto e chi non timbra, scenda o non partiamo.. Ma si sa, gli autisti devono solo guidare, mica possono fare altro vero?..
E che dire di un direttore ATV che percepisce per la sua nomina politica – e per questi eccellenti risultati – 200.000 euro l’annui? e di ben tre consigli di ammnistrazione (AMT – ATV -APTV) per gestire con tanta effecacia questo splendido servizio? A quanto ammontano le spese di questi 3 poltronifici? I consiglieri non si vergognano? Non ritengono doveroso dimettersi o quanto meno rinunciare ai loro compensi? magari così si riuscirebbe a finanziare qualche altra corsa….