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Ormai sono sveglia. Una nuova scossa di terremoto ci ha fatto balzare giù dal letto non più di una mezz’ora fa. Di rimettersi a dormire, almeno per il momento non se ne parla. E allora in attesa di capire dov’è stato l’epicentro e che cosa è successo, per allentare la tensione mi metto in cucina. Prima che passi definitivamente la loro stagione, voglio preparare i carciofi ripieni, per la gioia di mia figlia che ne va matta. In realtà è una ricetta molto semplice e povera, una di quelle ricette che ti lasciano appieno il piacere di gustare i sapori. Ovviamente gli ingredienti devono essere di ottima qualità. È un tipo di cucina che consiglio a tutti di recuperare, per imparare a fare un po’ di pulizia in questo mondo della sovrabbondanza, dove sembra che l’importante sia lo stordimento dato da una ridondanza di sapori e odori che spesso lascia solo confusi.

Cosa occorre per 4 persone: 8 carciofi, 1 mazzetto di prezzemolo, 2 spicchi d’aglio, pane grattugiato q.b., 1 limone, olio extravergine di oliva, sale e pepe q.b.
Come si fa: mondare i carciofi eliminando le foglie esterne, pareggiando i gambi e spuntando le foglie tenere. Rollarli con il palmo della mano sul tavolo in modo da poterli aprire con delicatezza ed eliminare le foglie centrali, più dure. Immergerli in acqua acidulata con succo di limone per circa mezz’ora , poi sgocciolarli bene. Mentre i carciofi sono in ammollo, preparare un trito di aglio e prezzemolo. Al momento di cuocere i carciofi, divaricare le foglie ed inserire fra le une e le altre, aiutandovi con un cucchiaino, il trito di aglio e prezzemolo, unito a sale, pepe e pangrattato, e bagnato con un paio di cucchiai d’olio.
Disporre i carciofi in un tegame insieme ai loro gambi, facendo attenzione a non usare un tegame troppo ampio, cospargerli con altro olio e coprirli a metà altezza con acqua. Infine coprire il tegame con un coperchio e far sobbollire fino all’evaporazione completa dell’acqua. Servire infine i carciofi cosparsi con il fondo di cottura ristretto.
Cosa bere? È la volta di un bianco prodotto in Italia unicamente in Alto Adige è l’ Alto Adige Sylvaner DOC.
Che musica ascoltare? Mi verrebbe da dire, rimaniamo in silenzio, per recuperare quest’idea di pulizia e semplicità che ho richiamato la ricetta dei carciofi, ma se proprio non volete rinunciare ad un po’ di musica, vi suggerisco il Preludio dell’ Op.28 n.7 di Chopin.

Cinzia Inguanta

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2 Comments for this entry

  • balui scrive:

    Ottimo piatto, l’unica cosa che potrei sostituire è l’aglio, i palati di oggi non lo sopportano più tanto, io lo sostituisco con “aglio liofilizzato” stesso sapore senza effetto “ascensore” nella digestione. Ottimo rimedio. Buon appetito.

    • Cinzia Inguanta Cinzia Inguanta scrive:

      Altra variante, per chi non sopporta l’aglio, potrebbe essere quella di sostituirlo con dello zenzero fresco. Da provare ;)

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