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Michele Bertucco è il novello Davide che nelle amministrative del prossimo anno darà battaglia al gigante Golia alias Flavio Tosi. La vittoria è stata netta anche se la partecipazione alle primarie del centro sinistra ha confermato la disaffezione dei cittadini nei confronti della politica. Ecco tutti i numeri: hanno votato 4 912 veronesi. I voti validi sono stati 4 890 così suddivisi tra i tre candidati: Michele Bertucco 2 824 voti pari al 57,75%, Mario Allegri 1 698 voti pari al 34,72% infine Antonio Borghesi 368 voti pari al 7,53%.

La vittoria di Bertucco, in qualche modo era una vittoria annunciata e secondo Antonio Borghesi, visti i numeri della consultazione «non si può parlare di primarie, ma solo di una verifica interna al PD». Secondo l’onorevole infatti, non c’è stata campagna a sostegno dei partecipanti. Di altro avviso il prof. Allegri, che lamenta invece la grande mobilitazione del partito democratico tutta a sostegno della candidatura di Bertucco. Proprio in considerazione di questo fatto aver ottenuto il 35% delle preferenze è un dato molto significativo di cui il PD dovrà tener conto. Dopo aver sentito le dichiarazioni dei due sconfitti ci chiediamo che cosa ne sarà del patto di collaborazione stretto dai tre candidati? Saprà il centro sinistra lavorare insieme ricordando che “il nemico”, almeno in questo caso, è fuori e oltretutto è un gigante.

Cinzia Inguanta

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1 Comment for this entry

  • “Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia.
    Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà… la mamma no.

    Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.
    Qualcuno era comunista perché aveva avuto un’educazione troppo cattolica”

    da: far finta di essere di Gaber Luporini.

    Forse è lo stesso qualcuno che ha visto la grande mobilitazione del pd, vista così a spanne, da non veronese, mi è parso tutto come una “pubblicità progresso”, un calderone di disaffezioni che non fa altro che rispecchiare un clima più vasto. Tutto vero,ma prima delle solite trite riflessioni dobbiamo ancora domandarci se abbiamo ancora immaginazione disponibile per non mescolare abdicare con conquista. Della bellezza si dice che è l’armonia tra le contraddizioni, forse per questo che Verona è un luogo affascinante. Sorrido.
    un caro saluto
    alessandro assiri

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