Arsenale di Verona
22 e 23 ottobre 2011
dalle 10 alle 18
Clown, laboratori di pittura, teatro, musica, giochi conditi con tanto divertimento e solidarietà. Sabato 22 e domenica 23 ottobre all’Arsenale va in scena un’iniziativa dalla doppia valenza sociale: i bambini, attraverso il loro gioco e la voglia di stare insieme, diventano protagonisti di piccole-grandi azioni di amicizia e solidarietà verso i loro coetanei più sfortunati del nord-est Brasile.
Dalle 10 alle 18 sarà un susseguirsi di attività pensate per i bambini da un gruppo di maestre della scuola primaria impegnate nelle iniziative di solidarietà dell’associazione Grao de mostarda fondata dalla maestra Cinzia Favalli. I disegni dei bambini e i fondi raccolti (il contributo è di 5 €) arriveranno dall’altra parte del mondo, a Quixadà, nello stato brasiliano del Cearà dove l’associazione nel 2004 ha acquistato e sistemato una struttura in cui è stato realizzato il Centro doposcuola diurno per bambini e ragazzi che vivono condizioni particolarmente difficili.
Qui i bambini e i ragazzi – 150 frequentano il Centro quotidianamente -, vengono seguiti nello studio (per loro altrimenti difficile) e nelle attività di gioco e ricreative.
Il Centro è stato realizzato con le risorse di Cinzia Favalli, maestra elementare di Verona e dei primi amici italiani e in seguito c’è stata la ristrutturazione realizzata con i residenti della comunità, giovani e adulti coinvolti nel progetto.
L’Associazione Grao de mostarda
Grao de mostarda ha un’unica radice ma due rami, l’onlus italiana e l’associazione in Brasile che operano congiuntamente.
L’onlus ha sede a Grezzana.
Presidente è l’insegnante elementare Cinzia Favalli, ideatrice e fondatrice del centro di accoglienza di Quixadà, nello stato di Cearà, nel nord est del Brasile, a sud di Fortaleza e all’interno della regione, una zona povera e semi-arida afflitta da diversi problemi.
Qui i bambini crescono sulla strada, spesso lontani dalla scuola perché né le famiglie – che vivono nella precarietà e nel degrado – né le istituzioni riescono ad accompagnarli in un progetto educativo continuativo.
Il più delle volte sono i genitori stessi a trattenere i bambini e le bambine in casa per seguire i fratelli più piccoli, vanificando ogni sforzo di istruzione e di futuro. Altre volte sono loro stessi che non vogliono andare a scuola perché hanno enormi difficoltà nel leggere e scrivere.
Oggi Grao de mostarda è diventata un punto di riferimento e di appoggio anche per le famiglie del quartiere e collabora con la scuola pubblica frequentata dai bambini per promuovere azioni coordinate per l’apprendimento.
Grao de mostarda è il granello di senape di cui parla il Vangelo di Matteo: “Il regno dei cieli è simile ad un granello di senape…” (Mt 13, 31-32).
Con l’aiuto degli amici italiani… e dei volontari brasiliani
Con i fondi ricavati dall’ onlus italiana, è stata in seguito acquistata la casa a fianco del Centro e ricavata una sala multi-attività, i bagni e una cisterna seminterrata per la raccolta di acqua piovana.
Il Centro è gestito da 4 persone del luogo (tra cui due insegnanti) e da una decina di socie dall’Italia, quasi tutte maestre colleghe di Cinzia Favalli.
“Le radici di Grao de mostarda sono a Grezzana – dove si raccolgono i fondi -, e i suoi frutti in Brasile”, spiega la Favalli.
Il percorso di studi seguito è quello che corrisponde alle nostre elementari (fino alla sesta serie in Brasile), ma i ragazzi frequentano anche corsi e laboratori per imparare un mestiere o acquisire delle abilità. Per esempio i laboratori di candele artigianali, i corsi di danza e di pittura o chitarra.
Dal 2007 infatti Grao de mostarda si è fatto conoscere meglio dal territorio di Quixadà e sono arrivati gli aiuti di tanti volontari brasiliani per insegnare nei laboratori.
Dal 2008 l’associazione cerca anche il sostegno da parte di studenti universitari di formazione pedagogica per lo sviluppo delle attività e ha attivato una collaborazione con “Convivencia”, una ong che lavora sui temi ambientali della zona del semi-arido.
“Do ai bambini e ai ragazzi la possibilità di una scelta – spiega Cinzia Favalli -, quando saranno grandi potranno decidere che tipo di vita fare. Così si responsabilizzano”.
“Come il piccolo granello di senape, anche l’associazione cresca per poter continuare ad offrire ombra e riparo a coloro che sono nella necessità”.
http://www.graodemostarda.org/
Daniela Zambonini














