Sabato 22 ottobre Francesco Fusillo e Maurizio Marangoni saranno ospiti al Linux Day 2011 di Caselle di Sommacampagna per presentare la Lavagna Interattiva Multimediale economica, uno strumento didattico che invece di gravare sui poveri conti dell’istruzione, si presenta con una straordinaria leggerezza. Questo perché è autocostruita e basa la sua tecnologia su Linux e software libero, strumenti liberi da licenze e brevetti a favore delle multinazionali.
L’Officina S3, che organizza l’evento, ha intervistato questi due insegnanti-hacker, come ci piace definirli.
Innanzi tutto chi siete?
Siamo due insegnanti, risponde Maurizio, io di Scuola Primaria e Francesco di Scuola Media. Ci occupiamo tutti e due di informatica per passione e necessità , perché pensiamo che i nuovi linguaggi siano ormai necessari per ‘fare scuola’.
Perché vi siete avvicinati al software libero?
Maurizio: Non è una questione di costi, noi crediamo che l’alfabetizzazione informatica non debba essere un fatto d’élite ma pubblico, a portata di tutti. Per cui l’Open Source non è solo una necessità, ma una scelta di filosofia educativa.
Quali sono i risultati di questa vostra battaglia nelle scuole veronesi?
Maurizio: Qualcosa abbiamo ottenuto: grazie anche a Dirigenti illuminati siamo riusciti a far adottare Linux nelle nostre scuole.
Io sono tra l’altro responsabile del settore informatica della mia scuola primaria, sia dal punto di vista software che hardware, e talvolta recupero computer dismessi o guasti. Capita a volte che il materiale recuperato venga dato ad alunni con famiglie in difficoltà economica.
Francesco: Anch’io mi occupo dell’innovazione tecnologica del mio Istituto e il pomeriggio collaboro con il Provveditorato agli studi di Verona, per l’introduzione delle Nuove Tecnologie nella educazione dei bambini con Bisogni Speciali.
Come si costruisce la LIM povera?
Maurizio: Predisporre una Lavagna Interattiva Multimediale a basso costo (non povera) tecnicamente è molto semplice, primo perché permette il riutilizzo di dispositivi già disponibili in ogni scuola come il computer, il proiettore e una superficie bianca. Il resto costa relativamente poco: il controller della Wii, il wiimote, 40 euro, una penna con led infrarosso 20 euro e nel caso il computer non ne sia predisposto un dongle bluetooth dal costo di 10 euro.*
Francesco: Per quanto riguarda il software basta una live di SoDiLinux@cts-vr, si fa partire il PC in modo che carichi il sistema operativo dal DVD e in breve si può già operare con la lim. Questo a dimostrare che per fare innovazione didattica non servono i milioni di euro, e siccome non ci sono non si fa nulla, ma servono competenze, fantasia e voglia di mettersi in gioco; non solo come utilizzatori, ma anche come autori.
Quando è nata l’idea della LIM a basso costo?
Maurizio: Sono circa 2 anni che sperimentiamo il sistema in tutti i suoi aspetti, tecnici e didattici da quando abbiamo visto in internet un studente americano dimostrare che la wii poteva comandare un PC.
Quali sono i principali ostacoli alla vostra attività in relazione a strumenti di questo tipo?
Francesco: L’ostacolo prevalente è dato dai formati dei FILE spacciati per assoluti dei sistemi proprietari, che spesso creano incompatibilità con i sistemi Open Source che noi usiamo.
Ultimo in ordine di tempo è il problema dei contenuti digitali presenti nei libri di testo adottati a scuola: sono fatti in modo da essere usati solo sotto windows.
L’equazione che alcuni insegnanti sbrigativamente fanno e’: Linux non mi fa vedere il cd del libro, Linux non funziona. Non pensano minimamente a cercare una casa editrice che pubblichi i libri con contenuti digitali aperti , visibili da win,mac o linux
Questo problema è appena cominciato, staremo a vedere come si muove la comunità dell’open source.
Quali sono i vostri obiettivi?
Maurizio: Il nostro obiettivo è quello di dimostrare agli insegnanti la bontà del nostro progetto e sperare di invogliare altri colleghi ad usare questo strumento, assieme alla consapevolezza che con il software proprietario si fa un danno al sapere, alla libertà alla economia e alla diffusione della conoscenza.
Francesco: Inoltre vorremmo creare un gruppo che lavori principalmente sulla didattica con la LIM economica attraverso software a codice aperto e dimostri la portabilità dei materiali prodotti. Ultima provocazione ai colleghi resistenti all’open source: chiediamo di farci vedere quale contenuto didattico non si possa trasmettere con sistemi open source. Nessuno si è fatto avanti, per ora…
* Qui, per farsi un’idea dei prezzi di listino delle LIM…
veronainblog.it















E’ un progetto molto interessante, anche se, come professionista dell’informatica (sono partner Microsoft e IBM e quindi parzialmente in conflitto di interesse) non condivido la motivazione addotta, un po’ “da tifoso” di Linux come scelta : studiare su un libro “privato” Apple o Microsoft o su un libro “libero” porta in ogni caso all’alfabetizzazione informatica, solo che mentre nel primo caso i costi sono piuttosto elevati, nel secondo direi che consentono ai ragazzi di imparare senza pesare sulle povere casse della scuola. Personalmente, pur non potendo chiamarmi un guru di Linux, l’ho usato ogni qualvolta potesse essere utile per fare cose simili o migliori ad un costo nullo : dal gateway di posta, al centralino VoiP, al proxy, al server web. Anch’io, pur con motivazione differente e anche per mettere in concorrenza gli altri competitor, sono favorevole all’adozione di software open nelle scuole e negli enti governativi, pur cosciente che il problema non sono le applicazioni server o specialistiche, ma i clients con i formati files proprietari (citati nell’articolo) che a volte rendono difficoltosa l’integrazione. Mi dispiace non poter essere presente all’evento perché la lavagna è un’applicazione che sembra ottima e mi piacerebbe proporla, ove ve ne fosse l’esigenza, anche nelle scuole che frequentano i miei ragazzi.