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Vittorio Sgarbi e Licia Massella_Foto di Bruno Zanolli

Ieri sera, il prof. Vittorio Sgarbi, al Relais Corte Cavalli di Ponti sul Mincio, ha presentato il suo ultimo libro: “Caravaggio”. La serata, perfettamente organizzata dalla promoter veronese Rosy Lattanzi e presentata da Georgia Passuello,  è stata un vero successo, mix ben dosato tra evento mondano e culturale. Circa 500 persone ad ascoltare Sgarbi. Moltissime le personalità, gli artisti e i rappresentanti delle istituzioni delle province di Verona e Mantova: il sindaco di Ponti sul Mincio, il prof. Giuseppe Castellarin, ideatore e fondatore di  Verona Emergenza, il dott. Stefano Legramandi, presidente dell’Amia, Alverio Merlo, poeta veronese considerato l’erede di Berto Barbarani, la scultrice e gallerista Licia Massella, il critico d’arte Gianluigi Guarnieri, il cantante veronese  Roby De Luca, che si è esibito nel corso della serata, insomma tutto il “bel mondo” locale ieri sera era a Ponti sul Mincio. E come spesso accade durante questi eventi, in molti erano lì per far mostra di sé, per la foto ricordo con “la star” da esporre in azienda, e mentre mangiavo uno splendido risotto all’Amarone, preparato niente meno che da Ferron in persona, mi interrogavo sul senso di quanto fino a quel momento mi era sembrata solo una grande “fiera delle vanità”. Ecco però che finalmente il professor Sgarbi, e sottolineo professore, ha preso la parola iniziando a disquisire sul concetto di “contemporaneità” dando una diversa profondità di campo alla serata. «Contemporaneo è quello che vive mentre io vivo, quanto vive con me, dunque l’arte è sempre contemporanea. Le opere di Caravaggio sono contemporanee, come il Colosseo, o le Piramidi, o il Partenone». Vittorio Sgarbi ha presentato Caravaggio come il precursore dell’idea fotografica di Cartier Bresson. La fotografia per Cartier Bresson rappresenta l’attimo saliente, l’attimo in cui il tutto avviene. E questa è la pittura di Caravaggio è l’attimo che coglie l’essenza. Nessuna sbavatura nella pittura del Merisi sempre una grande sintesi e una continua e assoluta adesione al reale.

Cinzia Inguanta

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