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arsenale solidalePer quattro giorni – dal 2 al 5 giugno – l’Arsenale diventerĂ  una cittadella dell’Altra Economia.
L’Arsenale ospiterà infatti 25 associazioni impegnate nel campo della cultura e dell’ economia di un “Altro mondo” ispirate ai valori dell’accoglienza, del rispetto, dove si riconosce a tutti i livelli la dignità del lavoro, uno stile di vita sostenibile e un’economia solidale che possa includere tutti.
Arsenale Solidale è realizzato a sostegno della Grao de mostarda Onlus che opera nella città di Quixadà, nello stato di Cearà nel nord-est del Brasile con progetti socio-educativi a sostegno dei bambini e dei ragazzi di quartiere che vivono particolari situazioni di degrado e precarietà.
Lo scopo è quello di migliorare la loro qualitĂ  di vita e di offrire un’alternativa alla miseria.
A loro andrĂ  gran parte del risultato economico della manifestazione.
Ma il tema portante di Arsenale Solidale, è la sperimentazione, lo studio e l’approfondimento dei temi legati alla Cittadella dell’Altra Economia.
Organizzatore della 4 giorni è Grao de mostarda Onlus insieme all’associazione Naturalmente Verona, un incontro nato intorno a valori condivisi dal quale è scaturita la voglia di “mettere insieme le forze” per raggiungere obiettivi comuni.
A sostegno di Grao de Mostarda è intervenuta anche la casa editrice Jago edizioni che partecipa con un proprio stand e porta i piccoli editori del Veneto.
Se Arsenale Solidale è alla sua prima edizione, gli organizzatori lo vedono come un “numero zero”, un progetto pilota cui ne seguiranno altri, con il desiderio e l’impegno per realizzare proprio negli spazi dell’Arsenale, una cittĂ  permanente dell’Altra Economia sul modello – per esempio -, di quella di Roma al Testaccio o del PalaPlip a Venezia.
La proposta della Sezione di Verona dell’Istituto di Bioarchitettura di Verona per “restituire” l’Arsenale alla città
Dietro ai sogni c’è un progetto vero e proprio: lo studio di fattibilità per una cittadella dell’Altra Economia della Sezione veronese dell’Istituto nazionale di Bioarchitettura.
Il progetto – commissionato dall’associazione Naturalmente Verona -, prevede la riqualificazione dell’ala est dell’Arsenale e parte dell’area verde ora adibita a parco giochi e campo da calcio, per un totale di circa 26.000 mq.
“Questi spazi sono stati scelti per la versatilitĂ  che presentano – spiega Cristiana Rossetti, presidente dell’Inbar, la sezione veronese dell’Istituto di BioArchitettura -. Sono piĂą adatti ad essere adibiti ad una cittadella di questo tipo, anche in virtĂą del loro impianto planimetrico.
Gli spazi all’entrata dell’Arsenale (Padiglione di Comando), decisamente aulici, di epoca asburgica, appartengono infatti concettualmente all’area di Castelvecchio e con quella potrebbero avere una futura connessione.
Come sarà la città dell’Altra Economia: gli spazi
Il progetto si ispira ai valori dell’economia solidale e ad uno stile di vita in cui la solidarietà e i valori sono al centro.
Sul modello del Palaplip di Venezia, la cittĂ  dell’Altra Economia – spiegano Elena Confente e Massimo Pacini dell’Inbar di Verona – darebbe spazio alle associazioni, allo sport, al mercato equo solidale, agli incontri ma anche alla socializzazione semplice della gente comune, famiglie, bambini, ragazzi e anziani.
L’intervento progettuale comprende 6 aree:

  • 1- area coperta per bambini e/o ragazzi
  • 2- area per le attivitĂ  sportive
  • 3- Area per gli uffici delle associazioni
  • 4- Area per gli incontri
  • 5- Area ristorazione e bar
  • 6- Area mercato coperto

Gli edifici recuperati sono inseriti tra aree verdi che verranno riqualificate per diventare vivibili ed usufruibili da tutti, in maniera che le persone si soffermino e possano godere degli spazi all’aperto, socializzando in un ambiente piacevole.
Tipo di intervento e Mission (obiettivi) per una cittadella da “vivere”
Obiettivo ultimo del progetto dei Bioarchitetti, è quello di restituire gli spazi dell’Arsenale ai cittadini, alle famiglie e alle associazioni che promuovano progetti rispettosi dei valori umani e uno stile di vita sostenibile e dignitoso per tutti.
“SarĂ  un intervento per dare vita a questi luoghi  aprendoli alla cittĂ  – spiegano Francesca Rebesani e Paolo Masiero dell’Inbar di Verona -, affinchĂ© chiunque si senta in armonia con lo spirito della cittadella. Diverranno spazi condivisibili da tutti in cui essere a proprio agio come in un bel parco, con tanti servizi per il tempo libero.
Il tipo di intervento sarà perciò perfettamente allineato agli obiettivi progettuali”.
“La Bioarchitettura è intesa come sostenibilitĂ  ambientale, presuppone la scelta di manovalanza locale, sistemi e materiali tradizionali a basso impatto energetico, nel nostro caso della tradizione veronese – spiega Cristiana Rossetti, presidente dell’Inbar di Verona – il tutto tenendo conto dei vincoli della Soprintendenza che ne tutela il valore storico”.
Un altro sogno: quello della maestra veronese dei bambini di QuixadĂ  (Brasile), punto di partenza e fine ultimo di Arsenale Solidale
Un “sogno” di un “altro mondo possibile” che potrebbe divenire realtà. Come la storia di Cinzia Favalli, insegnanate elementare e della “sua” Grao de mostarda, punto di partenza e fine ultimo di questa edizione di Arsenale Solidale.
L’associazione cui ha dato vita in una delle zone piĂą povere e degradate nel nord-est del Brasile nel 2004 per offrire “riparo e cura” ai bambini e ai ragazzi che vivono sulla strada gran parte delle loro giornate, è ora una realtĂ  dal “Final Feliz”, come il nome del quartiere alla periferia di QuixadĂ , nello stato del CearĂ .
Sono ora 150 tra piccoli e ragazzi gli iscritti che frequentano quotidianamante il Centro di doposcuola diurno di Grao de mostarda per imparare quello che a scuola non riescono, per essere seguiti e accompagnati nello studio, nel gioco e nelle attivitĂ  ricreativo-didattiche.
La prima idea fu quella di cercare uno spazio per offrire attivitĂ  di cui avrebbero beneficiato i bambini e gli adolescenti a rischio della comunitĂ .
L’ iniziativa fu quindi l’acquisto di una casa, fatto con le risorse di Cinzia e dei primi amici italiani. In seguito ci fu la ristrutturazione realizzata con i residenti della comunità, giovani e adulti coinvolti nel progetto.
“Fala Maria”- Una storia di “piccoli”
Racconta Cinzia Favalli, presidente dell’associazione Grao de mostarda, quando al Centro di accoglienza arrivò Maria, una bambina piccolissima di 3 anni che non parlava.
“Fala Maria” (parla Maria), diventò la frase più ripetuta da tutti, bambini e adulti del Centro, ma Maria non parlava mai.
Finalmente, dopo mesi e mesi, Maria si sentì finalmente sicura e iniziò a pronunciare le prime parole tra la gioia di tutti.
Adesso Maria non solo parla ma canta e parla tantissimo.
L’Associazione, la nascita
grao de mostardaGrao de mostarda ha un’unica radice ma due rami, l’onlus italiana e l’associazione in Brasile che operano congiuntamente.
L’onlus ha sede a Grezzana. Presidente è l’insegnante elementare Cinzia Favalli, ideatrice e fondatrice del centro di accoglienza di Quixadà, nello stato di Cearà, nel nord est del Brasile, a sud di Fortaleza e all’interno, una zona povera e semi-arida afflitta da diversi problemi.
Qui i bambini crescono e vivono in strada, spesso lontani dalla scuola perchĂ© nĂ© le famiglie – che vivono nella precarietĂ  e nel degrado – nĂ© le istituzioni riescono ad accompagnarli in un progetto educativo continuativo.
Il più delle volte sono i genitori stessi a trattenere i bambini e le bambine in casa per seguire i fratelli più piccoli, vanificando ogni sforzo di istruzione e di futuro. Altre volte sono i bambini che non vogliono andare a scuola perché hanno enormi difficoltà nel leggere e scrivere.
Oggi Grao de mostarda è diventata un punto di riferimento e di appoggio per le loro famiglie e collabora con la scuola pubblica frequentata dai bambini per promuovere azioni coordinate per l’apprendimento.
Grao de mostarda è il granello di senape di cui parla il Vangelo di Matteo: “Il regno dei cieli è simile ad un granello di senape…” (Mt 13, 31-32).
Con l’aiuto degli amici italiani…e dei volontari brasiliani
Con i fondi ricavati dall’onlus italiana, è stata in seguito acquistata la casa a fianco del Centro e ricavata una sala multi-attivitĂ , bagni e una cisterna seminterrata per la raccolta di acqua piovana.
Il Centro è gestito da 4 persone del luogo (tra cui due insegnanti) e dall’Italia, da una decina di socie, quasi tutte maestre colleghe di Cinzia Favalli.
“Le radici di Grao de mostarda sono a Grezzana – dove si raccolgono i fondi -, e i suoi frutti in Brasile”, spiega la Favalli.
Il percorso di studi seguito è quello che corrisponde alle nostre elementari (fino alla sesta serie in Brasile), ma i ragazzi frequentano anche corsi e laboratori per imparare un mestiere o acquisire delle abilità. Per esempio i laboratori di candele artigianali, i corsi di danza e di pittura o chitarra.
Dal 2007 infatti Grao de mostarda si è fatto conoscere meglio dal territorio di Quixadà e sono arrivati gli aiuti di tanti volontari brasiliani per insegnare nei laboratori.
Dal 2008 l’associazione cerca anche il sostegno da parte di studenti universitari di formazione pedagogica per lo sviluppo delle attivitĂ  e ha attivato una collaborazione con “Convivencia”, una ong che lavora sui temi ambientali della zona del semi-arido.
“Dò ai bambini e ai ragazzi la possibilità di una scelta – spiega Cinzia Favalli -, quando saranno grandi potranno decidere che tipo di vita fare. Così si responsabilizzano”.
“Come il piccolo granello di senape, anche l’associazione cresca per poter continuare ad offrire ombra e riparo a coloro che sono nella necessità”.

Qui il programma completo

Arsenale solidale: la cittadella dell’Altra Economia
Per quattro giorni – dal 2 al 5 giugno – l’Arsenale diventerĂ  una cittadella dell’Altra Economia.
L’Arsenale ospiterà infatti 25 associazioni impegnate nel campo della cultura e dell’ economia di un “Altro mondo” ispirate ai valori dell’accoglienza, del rispetto, dove si riconosce a tutti i livelli la dignità del lavoro, uno stile di vita sostenibile e un’economia solidale che possa includere tutti.
Arsenale Solidale è realizzato a sostegno della Grao de mostarda Onlus che opera nella città di Quixadà, nello stato di Cearà nel nord-est del Brasile con progetti socio-educativi a sostegno dei bambini e dei ragazzi di quartiere che vivono particolari situazioni di degrado e precarietà.
Lo scopo è quello di migliorare la loro qualitĂ  di vita e di offrire un’alternativa alla miseria.
A loro andrĂ  gran parte del risultato economico della manifestazione.
Ma il tema portante di Arsenale Solidale, è la sperimentazione, lo studio e l’approfondimento dei temi legati alla Cittadella dell’Altra Economia.
Organizzatore della 4 giorni è Grao de mostarda Onlus insieme all’associazione Naturalmente Verona, un incontro nato intorno a valori condivisi dal quale è scaturita la voglia di “mettere insieme le forze” per raggiungere obiettivi comuni.
A sostegno di Grao de Mostarda è intervenuta anche la casa editrice Jago edizioni che partecipa con un proprio stand e porta i piccoli editori del Veneto.
Se Arsenale Solidale è alla sua prima edizione, gli organizzatori lo vedono come un “numero zero”, un progetto pilota cui ne seguiranno altri, con il desiderio e l’impegno per realizzare proprio negli spazi dell’Arsenale, una cittĂ  permanente dell’Altra Economia sul modello – per esempio -, di quella di Roma al Testaccio o del PalaPlip a Venezia.

La proposta della Sezione di Verona dell’Istituto di Bioarchitettura di Verona per “restituire” l’Arsenale alla città
Dietro ai sogni c’è un progetto vero e proprio: lo studio di fattibilità per una cittadella dell’Altra Economia della Sezione veronese dell’Istituto nazionale di Bioarchitettura.

Il progetto – commissionato dall’associazione Naturalmente Verona -, prevede la riqualificazione dell’ala est dell’Arsenale e parte dell’area verde ora adibita a parco giochi e campo da calcio, per un totale di circa 26.000 mq.
“Questi spazi sono stati scelti per la versatilitĂ  che presentano – spiega Cristiana Rossetti, presidente dell’Inbar, la sezione veronese dell’Istituto di BioArchitettura -. Sono piĂą adatti ad essere adibiti ad una cittadella di questo tipo, anche in virtĂą del loro impianto planimetrico.
Gli spazi all’entrata dell’Arsenale (Padiglione di Comando), decisamente aulici, di epoca asburgica, appartengono infatti concettualmente all’area di Castelvecchio e con quella potrebbero avere una futura connessione.

Come sarà la città dell’Altra Economia: gli spazi

Il progetto si ispira ai valori dell’economia solidale e ad uno stile di vita in cui la solidarietà e i valori sono al centro.
Sul modello del Palaplip di Venezia, la cittĂ  dell’Altra Economia – spiegano Elena Confente e Massimo Pacini dell’Inbar di Verona – darebbe spazio alle associazioni, allo sport, al mercato equo solidale, agli incontri ma anche alla socializzazione semplice della gente comune, famiglie, bambini, ragazzi e anziani.
L’intervento progettuale comprende 6 aree:

1- area coperta per bambini e/o ragazzi

2- area per le attivitĂ  sportive

3- Area per gli uffici delle associazioni

4- Area per gli incontri

5- Area ristorazione e bar

6- Area mercato coperto

Gli edifici recuperati sono inseriti tra aree verdi che verranno riqualificate per diventare vivibili ed usufruibili da tutti, in maniera che le persone si soffermino e possano godere degli spazi all’aperto, socializzando in un ambiente piacevole.

Tipo di intervento e Mission (obiettivi) per una cittadella da “vivere”
Obiettivo ultimo del progetto dei Bioarchitetti, è quello di restituire gli spazi dell’Arsenale ai cittadini, alle famiglie e alle associazioni che promuovano progetti rispettosi dei valori umani e uno stile di vita sostenibile e dignitoso per tutti.
“SarĂ  un intervento per dare vita a questi luoghi aprendoli alla cittĂ  – spiegano Francesca Rebesani e Paolo Masiero dell’Inbar di Verona -, affinchĂ© chiunque si senta in armonia con lo spirito della cittadella. Diverranno spazi condivisibili da tutti in cui essere a proprio agio come in un bel parco, con tanti servizi per il tempo libero.
Il tipo di intervento sarà perciò perfettamente allineato agli obiettivi progettuali”.
“La Bioarchitettura è intesa come sostenibilitĂ  ambientale, presuppone la scelta di manovalanza locale, sistemi e materiali tradizionali a basso impatto energetico, nel nostro caso della tradizione veronese – spiega Cristiana Rossetti, presidente dell’Inbar di Verona – il tutto tenendo conto dei vincoli della Soprintendenza che ne tutela il valore storico”.

Un altro sogno: quello della maestra veronese dei bambini di QuixadĂ  (Brasile), punto di partenza e fine ultimo di Arsenale Solidale
Un “sogno” di un “altro mondo possibile” che potrebbe divenire realtà. Come la storia di Cinzia Favalli, insegnanate elementare e della “sua” Grao de mostarda, punto di partenza e fine ultimo di questa edizione di Arsenale Solidale.
L’associazione cui ha dato vita in una delle zone piĂą povere e degradate nel nord-est del Brasile nel 2004 per offrire “riparo e cura” ai bambini e ai ragazzi che vivono sulla strada gran parte delle loro giornate, è ora una realtĂ  dal “Final Feliz”, come il nome del quartiere alla periferia di QuixadĂ , nello stato del CearĂ .
Sono ora 150 tra piccoli e ragazzi gli iscritti che frequentano quotidianamante il Centro di doposcuola diurno di Grao de mostarda per imparare quello che a scuola non riescono, per essere seguiti e accompagnati nello studio, nel gioco e nelle attivitĂ  ricreativo-didattiche.
La prima idea fu quella di cercare uno spazio per offrire attivitĂ  di cui avrebbero beneficiato i bambini e gli adolescenti a rischio della comunitĂ .
L’ iniziativa fu quindi l’acquisto di una casa, fatto con le risorse di Cinzia e dei primi amici italiani. In seguito ci fu la ristrutturazione realizzata con i residenti della comunità, giovani e adulti coinvolti nel progetto.

“Fala Maria”- Una storia di “piccoli”
Racconta Cinzia Favalli, presidente dell’associazione Grao de mostarda, quando al Centro di accoglienza arrivò Maria, una bambina piccolissima di 3 anni che non parlava.
“Fala Maria” (parla Maria), diventò la frase più ripetuta da tutti, bambini e adulti del Centro, ma Maria non parlava mai.
Finalmente, dopo mesi e mesi, Maria si sentì finalmente sicura e iniziò a pronunciare le prime parole tra la gioia di tutti.
Adesso Maria non solo parla ma canta e parla tantissimo.

L’Associazione, la nascita
Grao de mostarda ha un’unica radice ma due rami, l’onlus italiana e l’associazione in Brasile che operano congiuntamente.
L’onlus ha sede a Grezzana. Presidente è l’insegnante elementare Cinzia Favalli, ideatrice e fondatrice del centro di accoglienza di Quixadà, nello stato di Cearà, nel nord est del Brasile, a sud di Fortaleza e all’interno, una zona povera e semi-arida afflitta da diversi problemi.
Qui i bambini crescono e vivono in strada, spesso lontani dalla scuola perchĂ© nĂ© le famiglie – che vivono nella precarietĂ  e nel degrado – nĂ© le istituzioni riescono ad accompagnarli in un progetto educativo continuativo.
Il più delle volte sono i genitori stessi a trattenere i bambini e le bambine in casa per seguire i fratelli più piccoli, vanificando ogni sforzo di istruzione e di futuro. Altre volte sono i bambini che non vogliono andare a scuola perché hanno enormi difficoltà nel leggere e scrivere.
Oggi Grao de mostarda è diventata un punto di riferimento e di appoggio per le loro famiglie e collabora con la scuola pubblica frequentata dai bambini per promuovere azioni coordinate per l’apprendimento.
Grao de mostarda è il granello di senape di cui parla il Vangelo di Matteo: “Il regno dei cieli è simile ad un granello di senape…” (Mt 13, 31-32).

Con l’aiuto degli amici italiani…e dei volontari brasiliani
Con i fondi ricavati dall’onlus italiana, è stata in seguito acquistata la casa a fianco del Centro e ricavata una sala multi-attivitĂ , bagni e una cisterna seminterrata per la raccolta di acqua piovana.
Il Centro è gestito da 4 persone del luogo (tra cui due insegnanti) e dall’Italia, da una decina di socie, quasi tutte maestre colleghe di Cinzia Favalli.
“Le radici di Grao de mostarda sono a Grezzana – dove si raccolgono i fondi -, e i suoi frutti in Brasile”, spiega la Favalli.
Il percorso di studi seguito è quello che corrisponde alle nostre elementari (fino alla sesta serie in Brasile), ma i ragazzi frequentano anche corsi e laboratori per imparare un mestiere o acquisire delle abilità. Per esempio i laboratori di candele artigianali, i corsi di danza e di pittura o chitarra.
Dal 2007 infatti Grao de mostarda si è fatto conoscere meglio dal territorio di Quixadà e sono arrivati gli aiuti di tanti volontari brasiliani per insegnare nei laboratori.
Dal 2008 l’associazione cerca anche il sostegno da parte di studenti universitari di formazione pedagogica per lo sviluppo delle attivitĂ  e ha attivato una collaborazione con “Convivencia”, una ong che lavora sui temi ambientali della zona del semi-arido.
“Dò ai bambini e ai ragazzi la possibilità di una scelta – spiega Cinzia Favalli -, quando saranno grandi potranno decidere che tipo di vita fare. Così si responsabilizzano”.

“Come il piccolo granello di senape, anche l’associazione cresca per poter continuare ad offrire ombra e riparo a coloro che sono nella necessità”.

Daniela Zambonini

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